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Intanto, ricordiamoci che stiamo acquistando la disponibilità di denaro che altrimenti non potremmo utilizzare, senza dare in garanzia nulla.

Un prestito personale di questo tipo va dai 500 ai 70.000 euro e da chi possiamo ottenerlo?

Da un istituto o da una società di credito autorizzata, banche o finanziarie, e come verrà pagato questo servizio di prestito che andranno a fornirci?

Col tasso d’interesse annuo, applicato al capitale da noi richiesto, che andremo a restituire a rate denominato: T.A.N. Tasso Annuo Nominale.

Ma il T.A.N. è l’unico costo?

Purtroppo no, si aggiungono costi aggiuntivi da parte di chi ci concede il prestito e costi imposti dalla legge.

I costi imposti dalla legge sono due. Il primo è l’imposta di bollo sul prestito di 14,62 euro che pagheremo solamento nella prima rata, mentre il secondo è una spesa di estinzione anticipata del prestito dovuta per legge al creditore, e questa è variabile, decisa dal creditore e può variare da un massimo del’1% sul capitale residuo fino a zero.

E quali altri oneri può chiederci il finanziatore che faranno salire il T.A.N.?

Spese d’istruttoria della pratica, ciò che pagheremo per il lavoro svolto per avviare il prestito.

Spese incasso rata, ciò che pagheremo per pagare la rata.

Inoltre, SE (perché è una nostra scelta, non un obbligo), sottoscriviamo un’assicurazione* che metta al riparo noi e chi ci concede il prestito da eventuali situazioni che ci impediscano di rimborsare il dovuto, questa assicurazione verrà “spalmata” nel prestito e rimborsata con le rate.

Quindi, alla fine, il costo del prestito non sarà più semplicemente il T.A.N., ma gli interessi annui applicati al capitale da restituire più tutte queste spese… il T.A.E.G. Tasso Effettivo Globale.

Inoltre esistono due costi eventuali.  Che sono al di fuori del T.A.E.G.

Uno, nel caso sia previsto dal contratto, la possibilità di saltare una rata e pagarla successivamente, questo servizio avrà un costo.

Uno nel caso accada di non pagare per tempo delle rate ci troveremo a pagare interessi aggiuntivi previsti dal contratto, i così detti interessi di mora.

Ecco cosa valutare bene per scegliere a chi rivolgerci!

*In genere un’assicurazione volontaria, nel caso fossimo lavoratori dipendenti, rimborserà l’intero debito nel caso di morte (così il debito non ricade sugli eredi), nel caso di invalidità permanente o nel caso di perdita del lavoro, se siamo lavoratori autonomino rimborserà sempre nel caso di morte o nel caso di temporanea inabilità al lavoro.

A presto